Teatro Sotterraneo _ collettivo di ricerca teatrale
Performer: Sara Bonaventura, Iacopo Braca, Matteo Ceccarelli, Claudio Cirri
Dramaturg: Daniele Villa
Teatro Sotterraneo è un collettivo di ricerca teatrale in cui cinque elementi coabitano una pratica orizzontale che va dalla progettazione del prodotto scenico alla sua circuitazione. Il gruppo si definisce nel 2004: quattro performer e un dramaturg provenienti da più ambiti disciplinari (danza contemporanea, teatro, performing art, scrittura creativa e canto) collaborano alla costruzione di oggetti artistici che indagano un'estetica condivisa in continuo spostamento.
Ogni produzione del gruppo parte dalla focalizzazione di un campo d'indagine formale, accompagnata dalla selezione e dallo studio condiviso di materiali ad hoc provenienti da risorse anche distanti e accostate per contaminazione: arte scenica, performing art, arte visiva, video-arte e cinema, letteratura e drammaturgia, musica, grafica e design, videogiochi, pop culture in genere.
Agendo da "riduttore delle complessità" rispetto al campo selezionato, il gruppo ricava una consapevolezza progettuale su cui basa l'inizio dei lavori per la produzione; in questa seconda fase la pratica di Teatro Sotterraneo si arricchisce anzitutto della molteplicità dei percorsi formativi che compongono l'ensemble, per cui la ricerca produttiva vive della complementarietà di queste tecniche e della permeabilità dei ruoli di chi le importa nell'attività quotidiana. Per questo gli strumenti dei singoli sono divenuti in maniera esponenziale patrimonio condiviso e le scelte sceniche si configurano come risultante di una mediazione fra tecniche e pratiche differenti, una sintesi collettiva fondata su un background poetico-estetico condiviso. Questa parte del lavoro si attua attraverso training e improvvisazioni di tutti e cinque gli elementi, riprese con una videocamera: l'assenza del regista non implica l'assenza di un occhio esterno, poiché l'uso della ripresa video permette al gruppo di osservare in modo distaccato il proprio operato e procedere a una valutazione dei materiali prodotti, fra i quali vengono selezionati gli elementi ritenuti più interessanti e rappresentativi del percorso creativo in atto. L'ultima fase di costruzione consiste nel montaggio in scena, in cui niente è dato al caso: il corpo porta su di sé azioni, posizioni e gesti codificati e riproposti secondo una partitura corale in cui l'esecutore è vincolato e meccanicamente indirizzato ma libero di scartare, capace di condizionare sul momento un'azione scenica essenziale. Da qui il disegno complessivo dei diversi lavori, portato a compimento da una sistematica e capillare opera di interazione collettiva.
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